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Cesco Magnolato. Diario, le stagioni di un uomo

Dal 31 ottobre 2015 al 7 febbraio 2016

a cura di Giorgio Baldo

L’esposizione promossa dal Comune di Torre di Mosto, dal Museo del paesaggio e dalla Fondazione Terra d’acqua presenta un importante numero di opere di Cesco Magnolato nel campo dell’incisione e della pittura dal 1950 ad oggi, che rappresentano uno spaccato significativo della sua lunga e felice avventura creativa.

La stessa emerge in tutto il suo spessore dai pochi cenni biografici che riportiamo.

Cesco Magnolato nasce a Noventa di Piave (Venezia) nel 1926. Il padre, commerciante, nel 1929 si trasferisce con la famiglia a San Donà di Piave, dove vive la sua infanzia in un ambiente nel quale la realtà dei problemi sociali entra nel quotidiano.

Il mondo dei lavoratori, artigiani e contadini, influenza il suo carattere particolarmente sensibile alle problematiche della vita, contribuendo fortemente alla sua formazione umana e artistica, in seguito destinata a temprarsi nel confronto diretto con esse.

Dopo le scuole elementari e medie a San Donà, l’innata esigenza di esprimersi attraverso il disegno, presente in lui sin dall’infanzia, lo porta a trasferirsi a Venezia per poter frequentare prima il liceo artistico e, successivamente, l’Accademia di Belle Arti al Corso di pittura, sotto la guida del maestro Guido Cadorin e del suo assistente Giuseppe Galletti per la pittura e del maestro Giovanni Giuliani e del suo assistente Virgilio Tramontin per l’incisione. Terminati gli studi, per un breve periodo lavora come disegnatore di vetri artistici presso alcune vetrerie di Murano. Magnolato si forma così culturalmente e tecnicamente negli anni· del secondo dopoguerra; in un ambiente veneziano attento alla nuova libertà e identità artistica si dedica a costruire un suo personale linguaggio espressivo.

All’età di 28 anni, nel 1954, balza ad evidenza artistica nazionale e internazionale vincendo il primo premio alla Biennale d’arte di Venezia per l’incisione.

Dopo questo riconoscimento prestigioso il Comune di Venezia gli assegna, per meriti artistici, uno studio a Palazzo Carminati, che terrà fino al 1959, assieme ad altri giovani artisti veneziani: S. Barbaro, R. Borsato, A. Lucatello, E. Finzi, R. Schweizer.

Da allora Magnolato ha partecipato alle più importanti esposizioni di pittura e grafica in Italia ed all’estero, ottenendo premi e riconoscimenti importantissimi.

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La mostra ripercorre le tappe della sua arte incisoria, a partire dalle opere rivoluzionarie per concezione e tecnica che hanno ricevuto il premio alla Biennale di Venezia del 1954 unitamente a quelle che sono state selezionate in quelle successive nel decennio 1950-60, per arrivare sino alle incisioni degli anni ’90.
Nella parte dedicata ai dipinti si sono selezionate 80 opere che individuano le diverse fasi stilistiche del suo lavoro, tutte attraversate da una incandescenza vitale che assume, dalle grandi esperienze dell’espressionismo e della gestualità dell’informale, l’energia che Magnolato fa fluire nell’intensità e potenza del segno e nello scontro-incontro di piani e spazi (scomposizioni e composizioni quasi futuriste articolano ulteriormente la sua opera negli ultimi due decenni) dove immette in movimenti di puro dinamismo prima la potenza e poi il dramma delle vicende della sua terra.

Magnolato diviene cantore sino agli anni 60 di una esuberanza di natura e di un paesaggio d’uomini che sente come un’epica, un racconto di gioia originaria del luogo dove ha passato la giovinezza, tra campi di baracche, Fiere del Rosario, mercato dei tori e una natura di prodigi metereologici e di figure – i cartocci, le pannocchie, i girasoli.. e calli e fierezze di contadini- ; per poi incontrare il dramma dell’espulsione dalle campagne e del crollo della civiltà agricola che ha solcato tutta la sua giovinezza; e qui, in questo dramma, trovare forse la sua più profonda dimensione di uomo.

In questa crisi epocale ambienta un teatro della memoria che da una parte produce le visioni degli Esodi, che accompagnano il muoversi di una umanità che non vede futuro ma che pur sempre non si arrende nel suo andare per il mondo, dall’altra celebra in ricordo la magnificenza di una natura di altissima temperatura lirica, che, quasi come necessario contrappeso alle pulsioni di morte di una civiltà, con le sue epifanie di luce e carica emozionale, fissa per sempre i suoi ori, persiste nella sua capacità di germogliare futuro e vita.

Nella sua arte egli ha saputo compiere della storia della sua città e del territorio del Veneto orientale un racconto che ne ha fatto un luogo speciale, un emblema di alto significato spirituale oltre che artistico, un invito a coltivare, dentro al dramma dell’uomo contemporaneo, lo spirito critico, le virtù e la nobiltà del lavoro, la comprensione della sofferenza, il rapporto di rispetto e di ammirazione per la natura che ci è compagna di vita.

Anteprima per la stampa e inaugurazione

Sabato 31 ottobre alle ore 17.

Orari

Sabato: 15.30-18.30
Domenica: 10.00-12.00 / 15.30-18.30

Visite guidate

Su prenotazione

Info

Comune di Torre di Mosto
Tel. 0421324440

Servizio Navetta ogni domenica dalla Stazione F.S di San Donà

Partenza ore 15,30 / Ritorno ore 19,00


Cartella stampa

 


 

Galleria

Gelsi

Gelsi

Cesco Magnolato

  • Dimensioni: 32 x 50
  • Anno: 1959
Il Toro

Il Toro

Cesco Magnolato

  • Dimensioni: 22,5 x 32,5
  • Anno: 1954
Autoritratto

Autoritratto

Cesco Magnolato

  • Dimensioni: 37,5 x 25
  • Anno: 1955
Contadino

Contadino

Cesco Magnolato

  • Dimensioni: 100 x 100
  • Tecnica: Olio su tela
  • Anno: 1988
Ritratto di Vittorio

Ritratto di Vittorio

Cesco Magnolato

  • Dimensioni: 50 x 50
  • Tecnica: Olio su tela
  • Anno: 1997
Terre di torba

Terre di torba

Cesco Magnolato

  • Dimensioni: 50 x 70
  • Anno: 1982
Pannocchia verde

Pannocchia verde

Cesco Magnolato

  • Dimensioni: 40 x 50
  • Tecnica: Olio su tela
  • Anno: 1966