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Effemeridi – Il tempo e lo spazio nell’arte contemporanea

Gunter Derleth, Emilio Leofreddi, Eraldo Mauro

Una mostra di arte contemporanea dedicata al tema delle Effemeridi: la tavola numerica che scandisce le coordinate degli astri o altri dati astronomici variabili nel tempo.

L’esposizione, curata da Stefano Cecchetto, intende approfondire i temi del tempo e dello spazio nella poetica del contemporaneo. In questa mostra un fotografo tedesco e due artisti italiani si confrontano per la ricerca e la scoperta di nuovi paesaggi metafisici.

Günter Derleth compie una straordinaria ricognizione fotografica di Ruta de la Plata, la grande strada spagnola che in tempi preromanici è stata l’itinerario utilizzato dalle migrazioni stagionali tra sud e nord dell’occidente peninsulare.

Per creare le sue opere usa grandi camere oscure che costruisce personalmente in vista di una particolare ripresa, usando lunghissimi tempi di esposizione; molte immagini fluiscono in un minuscolo foro portate dalla luce nel grande cubo oscuro, sull’ultima parete si sovrappongono, si compenetrano e si incidono in un unico fotogramma che palpita in un unico tempo di tutti i tempi che l’hanno formato, in un’unica immagine di tutte le immagini che hanno vissuto lasciando tracce di se.

La tecnica personalissima di questo artista, che richiama l’aspetto alchemico delle prime fotografie e dei suoi strumenti, fissa un bianco e nero spettacolare, che vortica attorno a una luminosità centrale e crea una inusuale profondità di pensiero e di spazio: un paesaggio della memoria che vive, un racconto del tempo che scuote lo spazio certo del presente.

Ogni suo scatto diventa così la dichiarazione di una maniera di osservare l’oggi attraverso la visione arcaica di un passato mitico che ancora suona potente le sue voci.

Emilio Liofreddi indaga il senso del viaggio dell’uomo, lo spazio in cui ci si muove, gli strumenti che si usano per attraversarlo.

Il viaggio è avventura nel reale e nell’immaginario, tra loro strettamente intrecciati.

E così nell’opera che li illustra, entrano insieme immagini dei viaggi reali e di quelli mentali.

Lo spazio del reale si dilata in uno spazio ludico che li comprende entrambi .

Convivono, in grandi disegni su carte colorate che ricordano antiche mappe del mondo, ritagli di foto di navi e aerei dell’oggi, timbri di frontiera, pubblicità di viaggi e, assieme, immagini di veicoli fiabeschi, progetti di navi celesti, segnali cifrati, versi di direzione e avvisi ai naviganti dell’immaginario.

Una figurina d’uomo –il viaggiatore leggero?- con uno skate board pattina sulle linee delle rotte aeree, sulle frecce direzionali, nel vuoto, sulla carlinga degli aerei in volo….

E poi, assieme ai disegni, ecco le tende, icone del nomadismo, disseminate anch’esse di colori, pensieri, idee, di mappature di un mondo visto in più dimensioni.

Due viaggi, reale e fantastico, si intersecano in queste opere e si sostengono vicendevolmente nello spazio dell’uomo, sottolineando che ognuno è viaggiatore e architetto di se stesso stesso. Se l’uomo lo vuole l’uomo crea le sue mappe astrali e le navi per attraversare tempo e spazio della vita come avventura. Ludico, libero dalla pigrizia di un visibile accettato come dato.

Le opere di Eraldo Mauro mettono in atto un processo creativo basato sostanzialmente sulla materia e sul colore: la sperimentazione con i diversi pigmenti, con le colle, con le resine e con l’applicazione dei differenti materiali organici sui più diversi supporti, assimila l’artista alla figura di un filosofo che lavora su due livelli di pensiero: mistico-iniziatico e inventore di oggetti alchemici, colmi di senso.

Le Effemeridi di Eraldo sono pervase dalla poetica del silenzio e dalla meditazione introspettiva e rivelano, nel pulviscolo delle citazioni verbali, geometriche, antropologiche, naturalistiche disseminate nelle opere, un composito universo interiore che assimila molteplici stimoli esterni per poi rimandarli nell’opera, plasmati in un unicum che manda segnali in molti tempi e spazi.

I tre artisti esposti in questa mostra utilizzano linguaggi differenti, ma perseguono il medesimo obiettivo: trasferire la profondità del pensiero concettuale in un’espressione artistica di immediata lettura, che fornisca nell’opera tutta la poetica delle mappe astrali del nostro vivere quotidiano.

Contemporaneamente alla mostra in Museo, nello spazio adiacente del Laboratorio, saranno presentate le tavole originali di un libro illustrato da Lucio Schiavon in occasione di un suo recente viaggio in Africa. Il libro: Carnet dal Togo, presenta le immagini realizzate da Schiavon durante il suo percorso a fianco dell’Associazione Yovo for Togo che da anni si adopera per portare l’acqua potabile nei villaggi più remoti dell’Africa. I disegni di Lucio Schiavon, raccolti in un libro edito dalla Edizioni Nuages di Milano, presenta il diario giornaliero di questa esperienza umana, vissuta dall’artista con la consapevolezza di una rinascita.

Il libro sarà in vendita e il suo ricavato contribuirà alla costruzione di un pozzo d’acqua potabile nel Villaggio di Agou Klonou.

Galleria

Paesaggio #3

Paesaggio #3

Eraldo Mauro

  • Dimensioni: 92 x 38
  • Anno: 2004
Paesaggio #2

Paesaggio #2

Eraldo Mauro

  • Dimensioni: 68 x 46
  • Anno: 2004
Paesaggio #1

Paesaggio #1

Eraldo Mauro

  • Dimensioni: 35 x 25
  • Anno: 2004