logo

Mostre

DIALOGHI VENEZIANI. Gennaro Favai, Saverio Rampin, Gino Morandis

Dal 17 dicembre 2017 al 25 febbraio 2018 un nuovo capitolo del lavoro di riscoperta di quei pittori veneziani e veneti che hanno svolto un ruolo determinante nel panorama artistico del Novecento.

La mostra, curata da Stefano Cecchetto, con la collaborazione degli Archivi di riferimento degli artisti in esposizione, intende aggiungere un nuovo capitolo all’ indagine svolta dal Museo del Paesaggio sin dal suo inizio, volta alla riscoperta di quei pittori veneziani e veneti che hanno svolto un ruolo determinante nel panorama artistico del Novecento.

La scelta di quest’anno, decennale del Museo del Paesaggio, dopo la grande antologica dedicata a Giovanni Soccol, è focalizzata ora su tre maestri del secolo scorso, apparentemente diversi tra loro – nell’ambito dei differenti linguaggi espressivi e nello scarto generazionale – ma perfettamente in simbiosi nel loro approccio con la pittura.

La mostra è organizzata ‘per stanze’ e si propone di offrire un panorama esaustivo sul lavoro di queste tre figure, mettendo a fuoco le affinità e le divergenze del loro percorso artistico:

Gennaro Favai, (Venezia, 1879-1958) resta un protagonista indiscusso della pittura del primo Novecento ed è presente in mostra con circa 50 opere che ripercorrono la sua indagine sul paesaggio, dai primi anni del secolo fino agli anni ’50. Memorabili le sue rarefatte esaltazioni di una Venezia segreta, crepuscolare e notturna che rimandano alle atmosfere sospese e decadenti del clima simbolista. A questa stagione ‘visionaria’, l’artista affianca l’esperienza cosmopolita dei suoi numerosi viaggi che lo porteranno poi a realizzare le solari vedute mediterranee di Capri, Positano e Taormina fino ai suggestivi paesaggi orientali di Algeri. Queste sue opere si rivelano fondamentali per l’elaborazione di una nuova idea di paesaggio, connotata dai forti contrasti chiaroscurali e dalla luce mediterranea del sud Italia. Spettacolare inoltre la visione della città di New York che l’artista frequenta nei primi anni ’20 in occasione delle sue numerose mostre in diverse città degli Stati Uniti.

Saverio Rampin, (Stra (Ve), 1932 – Venezia, 1992) è presente in mostra con oltre 60 opere che vanno dalla metà dalla fine degli anni quaranta fino agli anni novanta. L’artista rimane uno dei significativi interpreti del clima felice che ha caratterizzato la pittura veneziana del secondo dopoguerra. Già dalle sue prime esperienze compositive la pittura di Rampin è caratterizzata da una forte e vitale carica espressiva, ricca di accesi cromatismi. Ma saranno poi gli anni sessanta e settanta a caratterizzare la sua ricerca e a orientare il suo lavoro verso un espressionismo astratto che lo avvicina a sperimentazioni cromatiche di forte matrice concettuale. In questo periodo le sue opere nascono da un profondo esame degli aspetti naturalistici e da una forte inquietudine del segno, tanto che molti suoi lavori riportano il titolo: Momento di Natura, Momento inquieto, Spazio inquieto.

Gino Morandis (Venezia, 1915 – 1994) Tra i primi firmatari del Manifesto: Lo Spazialismo e la pittura italiana nel secolo XX redatto dal critico veneziano Anton Giulio Ambrosini, Gino Morandis è presente in mostra con circa 60 opere che ripercorrono la sua ricerca pittorica dal periodo spazialista fino all’ultima stagione caratterizzata dalla scomposizione strutturale della forma. La sua particolare sensibilità coloristica, alla quale si accompagna una decisa ricerca formale unita ad una straordinaria sperimentazione di materiali, porta l’artista ad elaborare un linguaggio di pura astrazione fantastica adatto a esprimere l’universo immaginario della sua personale analisi introspettiva. Più mirate invece all’esaltazione della forma, le opere dell’ultimo periodo dichiarano una personale ricerca espressiva sullo spazio-colore che esalta i cromatismi marcati e le forme plastiche in rilievo, utilizzando anche dei retini che permettono una ricerca legata alla materia trasparente. Morandis, in queste sue tele esprime un lirismo che si espande in un’atmosfera magica, dove il segno e il colore assumono valenze simboliche e narrative.

PROMOTORI
Comune di Torre di Mosto
Museo del Paesaggio
Fondazione Terra d’Acqua

IN COLLABORAZIONE CON
Fondazione di Venezia
Vegal
Atvo

ORARI DI APERTURA
Sabato: 15-18
Domenica: 10-12 / 15-18

Visite guidate su prenotazione chiamando il numero 0421.324440

Leggi tutto

ENERGY of FREEDOM

Edoardo Cuzzolin, Francesco Finotto, Simone Manzato, Andrea Morucchio: una collettiva e quattro individuali. Dal 28/10 all’19/11

L’esposizione promossa dal Museo del Paesaggio in collaborazione con il Comune di Torre di Mosto, la Fondazione Terra d’acqua e la Fondazione di Venezia, curata da Giorgio Baldo, presenta 4 fotografi al Museo del Paesaggio impegnati in una mostra collettiva e 4 personali.

La mostra collettiva “RITRATTI IN MOSTRA / L’azzardo delle relazioni” è stata pensata come atto finale della mostra “Soccol” tenutasi nei mesi scorsi al Museo del Paesaggio.

Il giorno 8 ottobre, giornata conclusiva dell’esposizione, il pubblico è stato invitato a partecipare a una performance collettiva.

4 fotografi, Edoardo Cuzzolin, Francesco Finotto, Simone Manzato, Andrea Morucchio, hanno trasformato il Museo in un grande set fotografico e hanno ritratto per tutta la giornata gli intervenuti davanti a un’opera dell’artista.

Lo spettatore si è trasformato nell’attore in posa davanti al dipinto che ha scelto per la sua interpretazione. Un libero gioco di relazioni tra opera dell’artista, spettatore in dialogo con essa e fotografo ha prodotto dinamismi, energie, esibizioni. Il fotografo ne ha fermato la visione

Le foto in mostra sono il racconto di questi sguardi intrecciati.

Accanto alla mostra collettiva, saranno presentate anche quattro mostre individuali che raccontano – nello sviluppo concentrato di una breve personale – uno sguardo attento al loro recente percorso d’artista.

Edoardo Cuzzolin: Attese
Francesco Finotto: Lighting & riflection
Simone Manzato: Deepeng Reality / the explorer eye
Andrea Morucchio: Marghera / Fermo immagine

Leggi tutto

SOCCOL – Opere 1967-2017

Dal 3 giugno all’8 ottobre 2017

a cura di Stefano Cecchetto

L’esposizione promossa dal Museo del Paesaggio in collaborazione con il Comune di Torre di Mosto, la Fondazione Terra d’acqua e la Fondazione di Venezia, curata da Stefano Cecchetto, presenta una rassegna antologica di Giovanni Soccol che ripercorre – con oltre novanta opere – l’intero percorso dell’artista, dalla prima mostra del 1967 fino ad oggi. (altro…)

Leggi tutto

FABULA. Incroci

Una mostra per aprire l’occhio a un altro “paesaggio”, il paesaggio del fantastico, quello che vivifica come un fiume carsico tutti i grandi libri dell’uomo…

a cura di Giorgio Baldo e Stefano Cecchetto (altro…)

Leggi tutto

DYNAMIC

Arte in movimento tra vibrazioni e geometrie.

a cura di Stefano Cecchetto

L’esposizione promossa dal MUPA, dal Comune di Torre di Mosto, dalla Fondazione Terra d’Acqua e curata da Stefano Cecchetto, intende sviluppare una ricognizione sugli artisti e sui movimenti che hanno tracciato le avanguardie del Novecento fino ad arrivare a un’indagine sui nuovi linguaggi del contemporaneo.
(altro…)

Leggi tutto

Dialoghi veneziani

Una collezione in divenire. Virgilio Guidi, Corrado Balest, Alberto Gianquinto

Leggi tutto

Cesco Magnolato. Diario, le stagioni di un uomo

Dal 31 ottobre 2015 al 7 febbraio 2016

a cura di Giorgio Baldo

L’esposizione promossa dal Comune di Torre di Mosto, dal Museo del paesaggio e dalla Fondazione Terra d’acqua presenta un importante numero di opere di Cesco Magnolato nel campo dell’incisione e della pittura dal 1950 ad oggi, che rappresentano uno spaccato significativo della sua lunga e felice avventura creativa.

(altro…)

Leggi tutto

Raoul Schultz – Opere 1953-1970

Oltre 150 opere per un’esaustiva rassegna della produzione di Raoul Schultz, artista che ha saputo anticipare i tempi di alcune avanguardie storiche del secondo Novecento nella dinamica della sua breve ma intensa esistenza umana.

L’esposizione dedicata a Raoul Schultz (Lero, Egeo 1931 – Venezia, 1971), vuole essere un omaggio all’artista veneziano che ha percorso con la sua opera, un breve ma inteso periodo creativo nella Venezia degli anni cinquanta e sessanta. (altro…)

Leggi tutto

Guerrino Dirindin – Versi di terra

La mostra, curata da Giorgio Baldo, presenta circa 60 opere che illustrano il percorso creativo dell’artista in una sequenza emozionale dove il racconto del proprio vissuto è narrato attraverso l’esperienza di un linguaggio antico che si rinnova attraverso l’opera.

L’esposizione presenta una rassegna delle opere recenti dell’artista friulano Guerrino Dirindin (Pordenone, 1950). Nell’ambito di una ricognizione legata al tema della terra, quale elemento primario per lo sviluppo del linguaggio artistico, il Museo del Paesaggio individua nell’opera di questo artista tutta la fascinazione poetica di un percorso narrativo che trova nelle fonti naturali dell’origine primaria: terra, melma, fango, gli elementi indispensabili alla creazione di opere organiche che nascono dalla terra e ritornano alla terra come il ciclo vitale dell’esistenza umana. (altro…)

Leggi tutto

Accademici paesaggi e non

Omaggio a Goffredo Parise

Mostra di opere degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia in dialogo con alcuni artisti contemporanei di vasta esperienza nazionale ed europea selezionati dal Prof. Saverio Simi de Burgis, e ospitata al Museo del Paesaggio, negli spazi del Laboratorio. Il curatore presenta un panorama emblematico sul tema della pittura come espressione di un processo evolutivo per la rivisitazione di un linguaggio del pensiero contemporaneo. (altro…)

Leggi tutto