logo

Romanzo fotografico

L’epopea della Bonifica: 1915 – 1950

In occasione della Settimana della Bonifica organizzata dal Consorzio di Bonifica del Veneto orientale, presso il Laboratorio del Museo del Paesaggio di Torre di Mosto è visitabile la mostra:

Romanzo fotografico. L’epopea della Bonifica: 1915 – 1950

Aperture:
• Domenica 17 maggio: orario 10-12/ 15,30 – 18,30
• Sabato 23 maggio: orario 15,30 -18,30
• Domenica 24 maggio: orario 10-12/ 15,30 – 18,30

Ingresso: Gratuito

Scarica il comunicato stampa

La mostra si basa su foto tratte in gran parte dagli archivi dei Consorzi di Bonifica del Veneto Orientale, e illustra il compiersi della Bonifica Integrale nel nostro territorio tra il 1918 e l’inizio degli anni ’50 del secolo scorso, attraverso una scelta di materiali archivistici integralmente restaurati per l’occasione, divisi in 7 “capitoli”.

I fotografi autori degli scatti in esposizione provenivano da studi veneziani di grande capacità tecnica e sono stati impegnati dai Consorzi di Bonifica per documentare allo stato e ai propri associati le attività che venivano svolte con i finanziamenti pubblici.
Ci sembra indubitabile notare, vista la qualità del materiale pervenutoci, che i fotografi autori di questi scatti hanno immesso nel loro lavoro lo stesso entusiasmo e passione che è stato così presente nella costruzione della Terra Nuova da parte di un’intera popolazione.

Prima della Bonifica
Palude e malaria
Prima della grande impresa della Bonifica novecentesca, il territorio oggi agricolo era occupato da amplissimi spazi paludosi, in cui prosperava la malaria: un territorio agricolo povero, inospitale, malsano.
Le foto ritraggono la palude onnipresente e una tipica abitazione di chi nella palude viveva.

Il Cantiere del paesaggio
Negli spazi della palude per 40 anni a partire dagli inizi del ‘900, è tutto un cantiere in ebollizione; decine di migliaia di uomini in movimento scandiscono l’avanzamento in parallelo di ogni processo del cantiere della Bonifica. Sono dipendenti da imprese di carriolanti che scavano i canali artificiali, imprese di sbancamento terra, imprese edili che costruiscono idrovore, chiuse, ponti, strade poderali, case coloniche.
Ma non si trascurano le reti tecnologiche che devono fornire acqua ed elettricità alla futura campagna bonificata. Così altri segni appaiono; i lunghissimi, onnipresenti filari dei pali della luce, le torri degli acquedotti.
A un certo punto il prodotto di questi cantieri è finito, si possono togliere le impalcature.

Le geometrie del paesaggio
Appare il nuovo paesaggio
I fotografi immortalano le grandi prospettive spaziali in cui si dispongono ordinatamente una molteplicità di segni: le grandi linee rette dei canali che vanno all’infinito, i ponti che li attraversano, le superfici regolari dei campi coltivati, i solidi delle case, le strade diritte che solcano la campagna bonificata
Tutto lo spazio è ordinato, razionale, ben costruito.

Per Terra e per Acqua
Dentro a questo spazio ci si muove a piedi, con carri trainati da buoi, rare automobili, barche a vela: i fotografi sanno rendere la poesia visiva di questi spazi immensi, sorprendendo figure di giovani e meno giovani, di viandanti e agrari che da soli camminano per strade bianche e rive di canali.

Le grandi vedute
Il paesaggio agrario
Cosa produce la campagna ordinata, la nuova fabbrica produttiva sorta sul nulla della palude?
Si vedono in foto quasi a perdita d’occhio allevamenti di cavalli e mucche, campi di frumento, mais, canapa, sorgo, tabacco, barbabietole, riso, frutta. I prodotti della nuova Terra.
Ma insieme, nelle regolari superfici della Terra Nuova, si produce vita per gli occhi e per la mente.
Un enorme quadro vivente di forme, colori, architetture, di uomini e natura. Un paesaggio.

La campagna animata
Chi sono gli attori e gli artefici di questo paesaggio?
Allevare animali, arare, seminare, raccogliere, trasformare; ecco le fasi della lavorazione che le foto colgono e fissano attraverso le figure dei lavoratori e delle lavoratrici intenti ad ogni fase del lavoro.
Sono queste figure gli artefici del tutto, i costruttori di prodotti e visioni.

I ritratti
E infine, in questo racconto fotografico, non potevano mancare i ritratti: di gruppo, di coppie, di singoli.
Animano le scene della vita in una campagna laboriosa e religiosa.
I ritratti che i fotografi immortalano sono l’enorme album di famiglia di un territorio che documentano le nascite, la prima comunione, l’inizio e la fine della scuola elementare, i matrimoni, i momenti religiosi, i divertimenti, la famiglia patriarcale, la vecchiaia, la morte.
In questa lunghissima sequenza di scatti un intero microcosmo dell’Italia agricola della prima metà del ‘900 italiano viene immortalato
Molte di queste foto sono nel Fondo Fotografico del Museo della Bonifica di San Donà di Piave.
Ne abbiamo preso solo un piccolissimo campione come testimonianza: la famiglia patriarcale, che di quella vita in campagna è stata il centro produttivo e sentimentale; la vecchiaia, che guarda al passato ma alleva il futuro; la giovinezza, laboriosa e sognatrice, che vive felice il futuro sognando il futuro.
Per la scelta di queste figure abbiamo seguito la saggezza del fotografo e della fotografia.
Essa, nel suo automatico rigore documentario, rivaluta il protagonismo di chi tanto vernacolo e proverbi durissimi hanno crudelmente svalutato, chiuso dentro le mura domestiche. Che invece queste foto riportano al cielo che si meritano.
Sono figure di donna.

*

È finalmente disponibile gratuitamente sul sito del Museo il catalogo della mostra Terre Nuove / Paesaggi di Bonifica nel Veneto Orientale, pubblicato nel 2011 e dedicato alla Bonifica del Veneto Orientale dalla fine dell’800 agli anni 50 del novecento.