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Venezia in Chiaro

Dialoghi e silenzi nella pittura tra Ottocento e Novecento. Venezia, Palazzo Querini, dal 31 ottobre al 13 gennaio

Inaugurazione Mercoledì 31 ottobre, ore 18

Promossa dal Museo del Paesaggio di Torre di Mosto, in collaborazione con la Fondazione Levi di Venezia, con Demarco Arte Since 1953 e con il Patrocinio della Fondazione Bevilacqua La Masa e la Fondazione di Venezia, la mostra è dedicata a quei pittori che tra Ottocento e Novecento hanno saputo interpretare il tema della veduta prospettica e d’invenzione del paesaggio dal vero a Venezia e in laguna, così come le scene di genere legate alla quotidianità popolare e al revival settecentesco con profonda sensibilità cromatica e luministica.

L’esposizione, curata da Luisa Turchi e Stefano Cecchetto, si propone di rappresentare – per emblemi – quella che è stata un’intensa e vitale stagione di rinnovamento del linguaggio pittorico.

Nell’assoluta aderenza al vero naturale, gli artisti di quel periodo hanno saputo infondere uno stato d’animo, uno spirito particolare nelle vedute e nelle scene di vita quotidiana attraverso la suprema sintesi di un linguaggio espressivo, mirato a una vera e propria rigenerazione dell’arte, svincolandosi così dalle accademie in cui avevano studiato.

Venezia in chiaro, in quanto si è scelto di dare risalto a una visione prevalentemente diurna della città e della laguna per sottolineare il rapporto tra luce e colore, elementi questi, determinanti per la rappresentazione di un paesaggio suadente, avvolto in quell’atmosfera incantata che ricopre le pietre, i ponti, le colonne e i palazzi, un clima che affascina gli artisti e li pone nella condizione di riflettere le loro emozioni dentro al perimetro circoscritto della tela.

La collocazione della sede espositiva della mostra, a Palazzo Querini, in Calle Lunga San Barnaba, suggerisce anche una ragione di appartenenza tra gli artisti e il luogo. Nel vicino Campo San Barnaba, in Fondamenta Alberti, aveva lo studio Guglielmo Ciardi con i figli Beppe ed Emma, quest’ultima in seguito – nel 1926 – si trasferirà nel Sestiere di San Polo; Ettore Tito viveva nell’omonimo Palazzetto in Fondamenta Gherardini; mentre poco distante, vicino alla Zattere in Calle del Vento, abitava e lavorava Alessandro Milesi.

Ambiente strategico quindi il Sestiere di Dorsoduro, in primis perché situato vicino all’Accademia di Belle Arti, dove molti di questi artisti insegnavano e poi perché inserito nella fascinazione di un paesaggio che prelude alla distinzione di uno sguardo più elevato, quasi incompreso, tra l’acqua, la pietra e la luce.

La mostra presenta oltre settanta opere, provenienti da importanti collezioni private, presentando un itinerario pittorico che si sviluppa in sei sale tematiche. Due sale sono dedicate alle scene di genere legate alla vita quotidiana e al Carnevale veneziano che si lega al revival settecentesco di ambienti e giardini, mentre le altre tre illustrano il passaggio dal vedutismo ottocentesco al Paesaggio del vero, tra Realismo lirico e Impressionismo, fino ad arrivare, nell’ultima sala, alla sublimazione del colore con il postimpressionismo veneto a Venezia e nelle isole.

Fra gli autori esposti in mostra:

  • i vedutisti ottocenteschi, con le loro lucide visioni prospettiche di Venezia, nei suoi monumenti principali e negli angoli meno frequentati della città, da Giuseppe Bernardino Bison a Federico Moja, da Carlo Grubacs a Luigi Querena;
  • i pittori di scene di genere a carattere popolare o borghese, tra contemporaneità e nostalgia del Settecento, come Giacomo Favretto, Alessandro Milesi, Luigi Nono, Ettore Tito, Egisto Lancerotto, Italico Brass;
  • i paesaggisti che lavorano in studio ed en plein air come Gugliemo Ciardi e i figli Emma e Beppe, alla quale la mostra dedica un’intera sala, e ancora, Pietro Fragiacomo, Giuseppe Miti Zanetti, Pieretto Bianco.

Ciò che accomuna questi pittori di “scuola veneziana” oppure operanti a Venezia dalla metà dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento, è proprio un’arte, anche quando malinconica, in qualche modo ottimista e quindi luminosa, non solo di cieli al mattino o al tramonto, ma persino nei suoi Notturni o crepuscoli ricchi di riflessi lungo le fondamenta e i canali della città. Un’arte che parte dall’idea precisa di una Venezia trasparente, manifesta e comprensibile, e proprio per questo genuina ed autentica, vicina ai turisti ma anche ai suoi abitanti.

Saranno esposte opere importanti tra le quali: Campo Santa Margherita e Piazza San Marco di Ettore Tito; Quiete in laguna, Mattino in laguna, Ponte dell’Abbazia della Misericordia, di Guglielmo Ciardi; Ingresso di una casa patrizia e In Pinacoteca, di Giacomo Favretto; Il mattino della domenica e La sorella Evangelina, di Luigi Nono; Gran gala e Carnevale in Piazzetta, di Emma Ciardi; Santa Maria del Giglio e Sera in laguna di Beppe Ciardi; El fio de mio fio e Primi passi di Alessandro Milesi; Venezia povera di Pietro Fragiacomo e numerose altre.

Palazzo Querini
Calle Lunga San Barnaba, Dorsoduro 2691
Venezia

31 ottobre 2018 – 13 gennaio 2019
Orari: da mercoledì a domenica
Ingresso libero